GLOBISH

Nel suo libro Globish Nerrière afferma che le persone che lavorano in una multinazionale, in un’occasione di una riunione in inglese con delle persone non madrelingua inglesi, tutti si capiscono e comprendono correttamente in un inglese elementare ma efficace. Non appena degli anglofoni nativi intervengono nella conversazione, gli scambi e la comprensione diminuiscono e molti dei partecipanti non riescono più esprimersi temendo di fare errori o sembrare ridicoli. O peggio, alcuni non osano contraddire gli anglofoni o chiedere di ripetere, proprio a causa di questo sentimento d’inferiorità linguistica. Si tratta di un grande problema per i madrelingua inglesi…

In effetti, questi ultimi hanno molte più difficoltà a farsi capire dagli altri, poiché hanno un inglese troppo ricco e sono spesso poco abituati a parlare con degli stranieri (riformulazioni, espressioni semplici, accenti difficili). Ciò blocca tutta la comunicazione.

I madrelingua anglofoni rappresentano solamente il 12% della popolazione mondiale e l’inglese oggi usato su internet o nel commercio internazionale non ha molto a che vedere con l’inglese di Shakespeare o quello che hanno insegnano a scuola. È diventata una lingua utilitaria, tecnica, senza stile e fronzoli. Questo idioma non è destinato alla cultura o alla scrittura di un’opera letteraria, ma solo ad essere uno strumento efficace nella comunicazione internazionale. Jean-Paul Nerrière ha, quindi, proposto la parola globish (contrazione di global english) per questa nuova lingua.

L’inglese è una lingua difficile?

L’autore di “Parlate Globish” scrive che l’inglese è una lingua piuttosto difficile se paragonata alle lingue costruite artificialmente per essere semplici come l’esperanto. Ad esempio, possiede un vocabolario molto ricco: più di 600.000 parole nel Oxford English Dictionary.

Tra queste parole, molte sono superflue: ad esempio, l’inglese utilizza delle parole differenti per parlare degli animali quando sono vivi o nei nostri piatti (pig/pork, ox/beef, sheep/mutton etc.).

L’autore, inoltre, ci dice che non esiste un inglese comune, ma circa  18 inglesi diversi, con delle varianti a livello delle parole, degli accenti e della grammatica. La lingua inglese non ha un’autorità (come la nostra Accademia della Crusca o l’Académie française) per regolare l’evoluzione della lingua: essa evolve molto rapidamente ma in tutte le direzioni.

Nonostante queste affermazioni di Nerrière, penso che l’inglese sia una lingua molto facile da imparare. Niente genere dei nomi, coniugazioni ultra semplici, poche eccezioni: l’inglese sembra avere tutte le caratteristiche per essere appreso senza troppi problemi. Su internet poi esiste moltissimo materiale per esercitarsi in modo pratico e divertente (film, video, siti web…). Spesso si tratta soprattutto di scegliere il metodo giusto e adatto a noi: capire il nostro obiettivo, usare strumenti funzionali, con solide basi scientifiche, e divertirsi.

OK, ma allora in cosa consiste il globish?

Il globish, 1500 parole per comunicare efficacemente

Il globish è un inglese che, pur restando corretto, propone una versione scremata e concentrata di questa lingua. Uno dei principi più importanti del globish è di prevedere solo 1500 parole (accuratamente scelte) che permettono di esprimersi senza problemi. Se si utilizzano più parole, si rischia di perdere la comprensione di una grande maggioranza della popolazione mondiale.

Con sole 1500 parole è perfettamente possibile comunicare senza problemi (850 parole spesso possono bastare). Talvolta sarà necessario fare una frase più lunga per esprimere le proprie intenzioni, ma ciò che importa è farsi comprendere.

E queste 1500 parole possono essere combinate insieme per ottenerne altre (ex. back-door, dream-team etc.) o essere declinate in più forme (to teach – teacher, nice-nicer-nicest etc.), facendo aumentare la cifra a 3500 parole. Senza contare il numero di parole inglesi che sono ormai entrare a far parte della nostra vita quotidiana (feeling, bug, stop, background…).

Naturalmente, una volta raggiunto l’obiettivo delle 1500 parole in inglese, non bisogna accontentarsi perché Nerrière parla di una sotto-parte dell’inglese dedicata alla comunicazione internazionale. Se vuoi vivere in un paese anglofono, leggere dei romanzi in inglese o vedere dei film in lingua originale, il globish non sarà sufficiente.